Tumore della prostata: il fumo aumenta del 20% il rischio di morte

11 maggio 2022 – I fumatori hanno un rischio più basso di sviluppare il cancro alla prostata ma, una volta colpiti, le probabilità di morire sono significativamente più alte. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’Università di Lund, in Svezia, pubblicato sulla rivista European Urology. La ricerca, che ha seguito più di 350mila persone, ha osservato che, tra gli uomini presi in esame, i fumatori avevano un rischio ridotto dell’11% di ammalarsi di cancro alla prostata localizzato, la forma rilevata più frequentemente negli esami di routine su persone asintomatiche. “Una probabile spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che i fumatori si sottopongono meno ai controlli per il cancro alla prostata”, afferma Sylvia Jochems, primo autore dello studio. “Specularmente – aggiunge -, i fumatori hanno un rischio più elevato di morire per cancro alla prostata, un fenomeno che abbiamo osservato indipendentemente dalla fase del tumore alla diagnosi”. In particolare, nello studio è stato osservato un aumento del 20% del rischio di morire di tumore alla prostata tra i fumatori. Le probabilità crescevano ulteriormente per i fumatori che erano anche in sovrappeso od obesi. In tal caso l’aumento di rischio di morte era rispettivamente del 27% per i fumatori in sovrappeso e del 49% per gli obesi. Secondo i ricercatori serviranno altri studi per confermare l’associazione tra fumo ed esito peggiore di cancro alla prostata. Così come “è importante capire se si possa migliorare la prognosi smettendo di fumare dopo una diagnosi di cancro alla prostata”, conclude Tanja Stocks, tra gli autori dello studio.